Lo Studio Yoga28 nasce dal mio desiderio di trovare un luogo dove dare vita a uno spazio accogliente, dedicato alla pratica e alla sua continua esplorazione.
Studio Yoga28 comes out of my need to set into a cozy and welcoming place for practicing and exploring.

Mi chiamo Sara Borio e insegno yoga.

Incontrato quasi per caso nel 1998, il mio primo amore è stato lo yoga Iyengar. Ho avuto la fortuna di apprenderlo sotto la guida appassionata di Mariapaola Grilli e nel 2006 ho conseguito la certificazione di insegnante di Yoga Iyengar Introductory I e II. Di questa tradizione, ho amato la possibilità di apprendere un linguaggio complesso e raffinato del corpo, fatto di presenza e attenzione ai dettagli, insieme al senso di disciplina e al rigore della pratica.
Laureata in Psicologia all’ Università di Torino, ho sentito che lo Yoga aggiungeva un pezzo mancante alla concezione dell’individuo ed alle tecniche di esplorazione che avevo incontrato fino ad allora.
 

Con il tempo e attraverso gli accadimenti della vita, la curiosità mi ha spinta a esplorare nuove direzioni. Tra i diversi approcci incontrati, mi ha profondamente toccata l’insegnamento di Eric Baret, maestro di Yoga non-duale del Kashmir: una pratica sottile, orientata al sentire, in cui l’accento si sposta dal Fare all’Essere. Ad oggi lo considero il mio maestro di riferimento per la concezione filosofica dello yoga al di fuori del tappetino.

Particolarmente fertile è stato anche l’incontro con gli insegnamenti di Tias Little, soprattutto rispetto alla pratica del SATYA (Sensory Awareness Training for Yoga Attunement), una tecnica somatica basata sull’ascolto, estremamente efficace nell’allentare le tensioni della colonna vertebrale e nel risvegliare una mobilità più profonda. Agendo sul sistema nervoso, questa tecnica favorisce un processo di interiorizzazione della coscienza, permettendo di entrare nella pratica delle posizioni da una prospettiva di ascolto e presenza.

My name is Sara Borio and I teach yoga.

I encountered yoga almost by chance, and my first love was Iyengar Yoga, which I had the good fortune to study through the passionate teachings of Mariapaola Grilli. What I deeply appreciated in this tradition was the opportunity to learn a refined and intricate language of the body — one shaped by presence, attention to detail, discipline, and the rigor of practice. After graduating in Psychology from the University of Turin, I felt that yoga added a missing piece to the understanding of the individual and to the approaches to exploration I had encountered until then.

Over time, and through the unfolding events of life, curiosity led me to explore new directions. Among the approaches I encountered, I was profoundly touched by the teachings of Eric Baret, a teacher of non-dual Kashmir Yoga. His subtle, feeling-oriented approach shifts the emphasis from Doing to Being. To this day, I consider him my primary reference for the philosophical understanding of yoga beyond the mat.

Another deeply enriching encounter was with the teachings of Tias Little, particularly through the practice of SATYA (Sensory Awareness Training for Yoga Attunement), a somatic approach rooted in deep listening. This work is especially effective in releasing tension along the spine and awakening a more profound inner mobility. By working with the nervous system, it supports the inward movement of awareness, allowing postural practice to arise from a place of listening and embodied presence.

Sara

Studio Yoga28 – Via Luigi Cibraio 28 – 10144 Torino

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